L’importanza di sapersi scegliere: partnership aziende/agenzie.

Brad & Angelina, i Ferragnez, tarallucci & vino…
Certe coppie sembrano nate per stare insieme.
Succede nel cinema, nell’arte, nella musica e ovviamente, anche nella pubblicità.
Johnny Depp lancia la sua carriera grazie a una decennale collaborazione con Tim Burton,
Tim Burton arriva al grande pubblico grazie all’aiuto di Johnny Depp.
Quando una relazione tra due elementi è stabile e basata su reciproca stima e rispetto, ne beneficiano entrambi.
Ci basta vedere al successo di Apple e di TBWA nel mondo, o Nike e Wieden+Kennedy.
Più tempo trascorrono insieme, maggiore è il livello di consapevolezza che ognuno dei due componenti raggiunge.

Tuttavia le relazioni di questo tipo vanno coltivate e fatte crescere, ravvivando il rapporto quando necessario, senza mai dare nulla per scontato.
Si tratta pur sempre di business. Quindi, in quanto tale, i risultati parlano più delle parole.

Heineken dopo anni di rapporto stabile con Wieden+Kennedy si è affidata alla creatività di Publicis. Una scelta dovuta ad un rapporto che si stava logorando con il tempo e che non veniva sostenuto da risultati di vendita esaltanti.

Abbiamo raccolto 3 principi che a nostro parere sono determinati per una buona relazione cliente/agenzia. Ma andiamo con ordine.

1 TRASPARENZA E ONESTÀ
Sembrerà un punto banale ma è di fatto uno degli aspetti più importanti.
L’onestà cliente/agenzia è cruciale per creare un rapporto duraturo e pieno di soddisfazioni. Tralasciando gli ovvi parallelismi con le ‘relazioni sentimentali’, perché comunque si parla di lavoro, è meglio una chiacchiera risolutrice a carte scoperte piuttosto che un litigio che porta con sé dolorosi strascichi per mesi.
Questo ci porta inevitabilmente al prossimo punto.

2 PARLARSI, PER FARE BUONA UNA COMUNICAZIONE
Qualcuno diceva ‘non esistono domande stupide, ma solo risposte inutili…’
Una domanda in più è meglio di una in meno quando si tratta di raggiungere un obiettivo condiviso. Certo, quando una agenzia si interfaccia con un grande cliente i referenti possono essere molteplici e il flusso comunicativo può essere difficile da gestire.
Per questo è fondamentale che i player coinvolti siano tutti molto competenti e focalizzati.

3 ASCOLTARSI, PER DAVVERO.
Dopo essersi parlati, bisogna aver capito.
I feedback non sono semplici righe di testo, sono frasi che sottintendono ragionamenti più complessi. Un cliente deve saper ascoltare il proprio consulente creativo, un’agenzia deve saper ascoltare il feedback di un cliente. La pazienza aiuta l’ascolto.
Quello della pubblicità è un lavoro fatto di scambi continui, fatto di punti di vista.
Non esistono verità assolute ma solo punti di incontro. E quindi ascoltarsi è più importante che mai. Solo così possiamo capire la vera natura di un business o la vera potenza di un’idea creativa.

3 punti, semplici e forse scontati che possono portare a risultati eccellenti.
Come il sodalizio New York Times con Droga5.

The truth is essential.